Fu prima una dimora rifugio dal 1967 della baronessa Serafini Sauli, nel 1982 la proprietà viene acquisita dal genio intuitivo di Gigi Costa che decide di rivalutare questo luogo trasformandolo da casa privata a night club.

Avevo 21 anni quando mi fu affidata la progettazione paesaggistica di questo pregevole angolo di paesaggio affacciato sul lato Sud su una gravina e a Sud-Est su di uno scintillante lembo di mare.

Una natura impervia, rocciosa, con poche tasche di terra e con mareggiate invernali che fanno arrivare la salsedine fino a 120 metri di altitudine.

Dopo un lungo e duro lavoro di due anni è stato recuperato, ricucito, rivalutandolo con delicati ed ingegnosi terrazzamenti, piazzole e scale arricchite di una vegetazione mediterranea con qualche incursione di mediterraneità più a Sud.

L’aspetto più importante di questo intervento è stata la sfida illuminotecnica dove oltre ad alcuni aspetti di progettazione si è eseguita una vera e propria campionatura notturna sul cantiere testando diversi corpi illuminati per ottenere con le tecnologie dell’epoca il miglior abito luminoso.

Nei giochi di luce ed ombre il Gibò esprime la sua vera anima, la magia più ammaliante.